Report sulla Riqualificazione dello Spazio di Via Gela

Due giorni di impegno, creatività e trasformazione dal basso
L’1 e il 2 marzo, Urbis Next Gen ha dimostrato ancora una volta che il cambiamento non è una questione di risorse esterne, ma di volontà collettiva. Con una straordinaria due giorni di riqualificazione dello spazio di Via Gela, abbiamo restituito un luogo alla comunità, ripulendolo, attrezzandolo e trasformandolo anche a livello artistico e culturale.
Un luogo abbandonato torna alla vita: pulizia e nuove installazioni
Lo spazio di Via Gela, spesso trascurato e lasciato all’incuria, è stato ripulito a fondo grazie all’impegno di decine di ragazzi che hanno raccolto rifiuti, rimosso erbacce e riportato ordine in un luogo che per troppo tempo era stato dimenticato.


Ma il nostro intervento non si è limitato a rendere l’area più decorosa: abbiamo costruito e installato sei panchine e due cestini per i rifiuti, interamente realizzati da noi, con materiali di scarto quali i pallet. Strutture solide, utili, create con materiali resistenti e pensate per durare. Un gesto concreto che dimostra che i giovani, da soli, possono riprendersi gli spazi e renderli vivibili, senza aspettare interventi dall’alto.

Musica, arte e socialità: una riqualificazione anche culturale


La riqualificazione dello spazio di Via Gela non è stata solo fisica, ma anche culturale e artistica. Durante entrambe le giornate, grazie alla collaborazione con i ragazzi di Ateneo Battle, lo spazio è stato animato da battle freestyle, che hanno reso l’evento un momento di aggregazione, espressione e condivisione. La musica e le parole hanno restituito a questo luogo un’anima, trasformandolo in un punto di riferimento per i giovani del quartiere.
Ma non ci siamo fermati alla musica. Abbiamo organizzato anche una jam session di graffiti, in cui artisti e ragazzi del quartiere hanno ridipinto alcune superfici dello spazio, trasformando il grigio del degrado in colori e forme di espressione. Questo intervento artistico non è solo un abbellimento estetico, ma un atto pratico e culturale: è la dimostrazione che gli spazi pubblici possono e devono essere vissuti, reinterpretati e restituiti alla comunità attraverso l’arte.

Zone rosse e militarizzazione: un approccio che non funziona
Questa iniziativa è la prova concreta di ciò che diciamo da tempo: il degrado urbano non si combatte con la repressione, con le zone rosse, con la militarizzazione degli spazi pubblici. Troppo spesso le istituzioni rispondono alla trascuratezza degli spazi con un aumento del controllo, con divieti e con misure che allontanano le persone piuttosto che coinvolgerle.
Ma la nostra esperienza dimostra che c’è un’altra strada: invece di vietare, bisogna creare opportunità. Invece di chiudere gli spazi, bisogna renderli vivi. Il degrado non si combatte con la sorveglianza e l’isolamento, ma con la partecipazione e l’inclusione.
Abbiamo dimostrato che un luogo non diventa sicuro perché lo si militarizza, ma perché le persone lo abitano, lo curano, lo trasformano in un punto di riferimento positivo per la comunità.

Il cambiamento parte da noi
Quello che abbiamo fatto l’1 e il 2 marzo a Via Gela è solo un esempio di quello che possiamo fare ovunque. Con pochi mezzi ma con tanta determinazione, abbiamo reso uno spazio più accogliente, più artistico, più vivo.
E continueremo. Questa è la nostra città, e noi siamo pronti a riprendercela.
Se vuoi unirti a noi nelle prossime iniziative, seguici e partecipa. Il cambiamento parte da te.
Urbis Next Gen – Costruiamo insieme la città che vogliamo.
