Riqualificazione continua del Parchetto di Via Gela 60

La riqualificazione del Parchetto di Via Gela 60 è un percorso continuo che l’associazione Urbis Next Gen porta avanti insieme a giovani, famiglie e residenti del quartiere. Non si esaurisce nei singoli eventi: è un lavoro giorno per giorno, che durante tutta l’estate ha visto interventi concreti di miglioramento degli spazi, attività di cura e un crescente coinvolgimento della comunità locale.

Perché lo facciamo

• Restituire qualità e dignità allo spazio pubblico, inteso come bene comune da vivere, rispettare e migliorare.
• Prevenire il degrado attraverso la presenza positiva, la cura costante e l’uso culturale e sociale del luogo.
• Costruire comunità: trasformare il parchetto in un punto di riferimento inclusivo, dove ciascuno possa sentirsi parte attiva.

Cosa abbiamo fatto

• Arredi e funzionalità
• Realizzazione di nuove panchine e ripristino/manutenzione di quelle esistenti, per aumentare le sedute e rendere più fruibili le aree di sosta.
• Piccoli interventi di sistemazione e ordine degli spazi (ripositionamento arredi leggeri, definizione zone relax/gioco).
• Cura e pulizia
• Raccolta periodica dei rifiuti, spazzamento manuale dei percorsi e rimozione di piccoli detriti nelle aree comuni.
• Miglioramento della vivibilità quotidiana (passaggi liberi, panchine in punti ombreggiati quando possibile).
• Ascolto delle segnalazioni del quartiere e interlocuzione costruttiva con i soggetti

Queste azioni, semplici ma costanti, hanno un impatto immediato: lo spazio è più ordinato, più abitato e percepito come presidio comunitario.

Come lo facciamo: metodo e partecipazione
• Presidi di cura regolari: gruppi di volontari e residenti si alternano in brevi sessioni di manutenzione leggera (pulizia, sistemazioni rapide, controllo dello stato degli arredi).
• Autocostruzione responsabile: quando possibile, arredi e migliorie sono progettati e realizzati con materiali durevoli e a basso impatto, privilegiando il riuso.
• Regole condivise di convivenza: abbiamo avviato un percorso di autogestione basato su poche regole chiare (rispetto degli orari, corretta gestione dei rifiuti, attenzione agli arredi comuni), co-progettate con chi vive quotidianamente il parchetto.
• Inclusione e accessibilità: le scelte organizzative tengono conto di un’utenza ampia e diversificata (bambini, ragazzi, famiglie, anziani, persone con disabilità), promuovendo un uso aperto e rispettoso dello spazio.
• Cultura come motore di cura: eventi, laboratori e jam non sono “eccezioni”, ma strumenti per attivare responsabilità e rafforzare il senso di appartenenza tra chi partecipa.

Una comunità che si prende cura

Intorno al parchetto sta nascendo una comunità attiva: persone che si coordinano, si danno appuntamento, segnalano bisogni e propongono soluzioni. Non solo fruizione, quindi, ma corresponsabilità: chi usa lo spazio contribuisce a mantenerlo in ordine, chi partecipa a un’attività aiuta a preparare e a rimettere a posto, chi nota una criticità la comunica.
Questo circolo virtuoso consolida l’autogestione e rende la cura stabile nel tempo, anche al di fuori delle giornate evento.

Risultati (qualitativi) già visibili
• Maggiore presenza positiva di famiglie e giovani in diverse fasce orarie.
• Riduzione delle micro-incurie (rifiuti lasciati a terra, bottiglie rotte)
• Una rete di collaborazioni di vicinato più solida e reattiva.

Prossimi passi
• Completare il piano panchine con ulteriori sedute e piccole aree di aggregazione.
• Continuare con giornate periodiche di sistemazione e con attività culturali che alimentino partecipazione e responsabilità condivisa.

Sostegno e alleanze

Questo percorso è reso possibile dal contributo di volontari, residenti e realtà del territorio. Un ringraziamento particolare alla Fondazione Charlemagne per il sostegno alle attività di rigenerazione e inclusione sociale: il supporto stabile ci consente di programmare interventi non sporadici, ma continuativi.

Partecipa anche tu. La riqualificazione è davvero efficace quando è di tutti: chi vive il parchetto ogni giorno è il suo primo custode.